venerdì 10 maggio 2013

Una giornata (berlinese) senza pretese.



Non mi succede certo una volta al mese di passare un giorno cosi....figuriamoci tre.
Cara Italia, quanto sei snob.
Arrivo al group retreat del mio nuovo gruppo di lavoro (e di vita) alle 9.03...e quei tre minuti di ritardo sono costate mille lamentele con la mia parte ritardataria...
Primo appuntamento di lavoro con il nuovo gruppo, con il nuovo boss..tedesco per giunta, e non riesci ad arrivare almeno dieci minuti prima? Non sareste stati arrabbiati anche voi?
Entro in questa vecchia costruzione che sa di logge e club segreti in mezzo alla Grünewald..ah no, il meeting non era organizzato nell'aula riunioni del dipartimento.
Alcuni ragazzi sono già li...ecco, brava l'italiana che arriva con calma. Damn.
Christine mi accoglie con il suo sorriso e gli occhi grandi..(e i capelli neri…qui non tutte le parole finiscono con EN e non sono tutti biondi) e dopo qualche sorriso mi invita a fare due passi nel parco li vicino..beh intanto smaltisco l'ansia.
Stefan, il boss, arriva beato una buona mezz'ora dopo e mi accoglie con un “Marica! Con l'accento sulla I, la C dura e quella ERRE germanica che tanto mi affascina, perchè sa di forza e carattere) Are you already here?!”....
Il retreat procede liscio..l'atmosfera è quella di una bevuta nel bier garten li vicino, con l'unica differenza che non si sta parlando del tempo cupo di Berlino o di Hangover III che sta per uscire, ma di glicolisi, acidi nucleici, carbonio13. Ma senza professori sul trono. Tutti messi in gioco. Tutti.
Si discute della nuova organizzazione del laboratorio, che si è appena ingrandito per l'arrivo di Rafaela, Hennig e Marica (quella li, con l'accento sulla I, la C dura e quella ERRE...). Oltre a tre nuovi ricercatori, nel gruppo del dr. Kempa sono anche arrivati 8 milioni di euro di finanziamento. L'anno. Oh god, sto ancora domendo e sognando, forse...ultimamente mi capita.

 Poi arriva il momento della discussione della letteratura. Ok, maledetta me ma erano mesi che non sentivo la voglia di questa banale attività che sta al bravo ricercatore, cosi come l'accordatura dello strumento sta al chitarrista non improvvisato. Stefan aveva mandato gli articoli a tutti..ma non tutti li avevano letti...Stefan sorride, dice ok..leggete questo bene per mercoledì, bitte.
E si va a casa beati. No, Stefan mi trattiene..... “Would you like a beer?” Natürlich. Una bevuta piena di discorsi extraterrestri per una (quasi) emigrata dall'altra parte della porta, non dell'universo. E non solo di ricerca, ma di vita. Di carattere. Del vivere bene.

A voi, miei cari vicini di casa...non vi sembrano allucinazioni?
Il giorno dopo si fa sul serio però. Ognuno deve presentare in 20 minuti il suo lavoro. Anch'io. E l'ottica è cosi cambiata....parto con una discreta sicurezza di solito..ma qui il io inglese diventa solo mediocre. Eppure l'inglese l'ho studiato. E lo studio, ma non certo grazie al mio lavoro. E se non ci fosse the English teacher Ged che mi delizia per un'ora alla settimana con le sue chiacchere......quando mai si parlerebbe in inglese nel mio mondo di lavoro? Beh, siamo in Italia. Si, e loro sono in Germania, ma lavorano in inglese. E lo imparano. For free.
Ma la 24h in inglese (perchè ci ho anche sognato) aveva già reso le mie chiacchere più naturali..e soddisfazione grande. Grande.
Dopo di me tocca al boss...anche lui presenta un talk ai suoi ragazzi.
Cerco E.T. ma non lo trovo.
Tocca a lui ma rimane seduto a fianco a me (come per tutto il retreat) a parlare..ad un certo punto, gli dico “It's your turn!” e lui “I know but why should I interrupt this cool moment?” giro lo sguardo dove sta guardando lui...alcuni ragazzi si sono messi in cerchio a discutere della glicazione non enzimatica del fruttosio come base di diverse patologie ossidative (il mio talk). E di Hangover III.
Dove si è nascosto E.T.?
Si cena insieme, si va tutti a bere dopo, insieme..con il boss, ovvio..idea sua, ci mancherebbe.
Ultimo giorno.. si parla, si discute..dei lavori, dei progetti, del gruppo, del quadro di Federico II, appeso in quell'aula antica, che ti continua a seguire con lo sguardo come la Gioconda.
E si chiude con il boss che chiede al gruppo di giudicare la sua organizzazione del retreat.
Dai, esci fuori, piccolo omino verde con le orecchie a punta.
Ah, ok..si sarà nascosto, anche lui imbarazzato di fronte alla serenità con cui i ragazzi hanno criticato alcuni aspetti dell'organizzazione. E del boss. Ma cosa ancora più ….ohuau!...lui li ascoltava...si, li ascoltava. E si metteva in gioco.
E l'articolo che dovevamo discutere, Stefan? Risponde sfoderando un bel sorriso “Scommetto che lo avrete letto tutti e che vi saranno venute un sacco di idee. Mi basta”.
L'omino verde esce e si sconvolge di fronte al fatto che è cosi. Di sicuro.
Chissà che succederà all'extraterrestre quando si accorgerà di come si vive a Berlino il tempo libero, oltre al lavoro.
Extraterrestre portami via
voglio una stella che sia tutta mia
extraterrestre vienimi a cercare
voglio un pianeta su cui ricominciare


Vi prenoto un posto in più sul volo Milano-Berlin, one way?




♪♫♪
Things were different then. All is different now.
I tried to explain. I hope this works. Somehow.
Things were different then. All is different now.
I tried to explain. Oh, somehow 
♪♫♪