mercoledì 18 giugno 2014

Giorno Zero: #pjAmsterJam1.

Il giorno zero è arrivato. 

Zero, come i giorni che mancano al momento che attendiamo da Natale, come il regalo più desiderato di quando eravamo bambini anche fuori.
E'  il 16.06.14, apertura del PJ Euro Tour 2014.

Zero, come i pensieri che sopravvivono, quel giorno, nella mente, se escludiamo quelli che arrivano come farfalle..ancora non sappiamo, cosi proviamo a scacciarli via per fare spazio a qualche onda cerebrale alternativa ma...
IMPOSSIBILE.

Zero, come la percentuale di successo di chi/cosa prova ad intaccare la nostra felicità. Arrendetevi, è fiato sprecato.

Prima volta da Ten Club. Quelli lì che riconosci subito. 
Tu arrivi il mattino presto, convinto di essere stato troppo ansioso.. Ma loro sono già lì, uniti in branco, e se non ti hanno ancora fermato per dirti  "Ciao! io sono Peter, vuoi il numero?" è solo perchè sono stati un attimo fermati dal tuo sguardo perso.
Hanno tutti un numero scritto in grosso e calcato e nero sulla mano. Un profondo segno di unione e appartenenza.

I PJ sono riusciti a disintegrare tutta la tua razionalità e....inizi a credere davvero che ci sia un Peter con un'agendina in mano che segna dei numeri, dei nomi, creando la wishlist. Quel desiderio è già avverato, solo che ancora tu non lo sai, non puoi crederci. E' troppo anche per te, che a 39 anni ancora ti lasci emozionare così dalla musica.

Va be, che hai da perdere. Ti avvicini a Peter, e timidamente sussurri "Could I get a number?". Ma lui ti fa solo un cenno e si gira dall'altra parte. Ecco, pareva troppo bello. A quel punto il branco di quelli li, strani, con il magico numero sulla mano, ti avvolge e ti circonda, non hai scampo. 
Transumano tutti insieme attorno a Peter.
Peter apre l'agendina e fa l'appello, e quelli lì strani rispondono, e solo a quel punto, lasciano la posizione. Torneranno due ore dopo, al next call, magari qualche minuto prima per essere sicuri.

Peter ci dà il 163 ed il 164..la chiave del paradiso. Siamo anche noi strani come quelli lì ora! 
Due ore dopo, al grido di Peter ONESIXTYTHREEANDFOUR, urliamo HERE! fieri e sicuri stavolta, ogni sguardo da pesce lesso impaurito e disorientato scomparso insieme alla lucidità di cui andavamo tanto fieri.

Quel ONESIXTYTHREEANDFOUR ci permetterà di ritirare subito i biglietti e i wristbands, i nostri passaporti per la Luna. L'atmosfera è forse ancora più gassosa..Just Breath. Fosse facile!

Quel ONESIXTYTHREEANDFOUR ci permetterà di raggiungere il paese delle meraviglie, la front line, davanti a Eddie. Solo qualche metro e qualche gigante olandese della security fra di noi.


 I ragazzi escono, e raggiungono velocemente i loro strumenti, senza i quali sono a disagio su quel palco. 
E subito iniziano a divertirsi, a sbagliare, a ridere dei loro errori (per chi c'era..il ditino colpevole alzato di Jeff), a estasiarsi con le loro stesse note. A guardarci tutti quanti lì sotto, sopra, di lato, ancora sorprendendosi, se possibile.
A sparare le loro chicche, non solo musicali: l'Olanda ha appena asfaltato la super Spagna 5 a 1, e loro attaccano Animal e il fiveagainstone.
Eddie è sotto tono e zoppicante, ma salta..salta su un piede solo. Ci chiede aiuto.
It's not my night, dice. Pensa se lo fosse stata. 
Su quel palco non ci sono effetti speciali, giusto qualche luce. Non ci sono costumi di scena, Eddie ha una delle sue magliette che hai già visto dieci volte, Stone la solita t-shirt nera dei cheap shops.
Non c'è perfezione, sbagliano, vivono, sentono, ti rapiscono dalla realtà e ti portano con loro e tu non puoi più pensare di lasciarli.


Raccontare le due ore e 40 di grunge, i 32 pezzi, le gomitate e risse per cercare di difendere quella front line delle meraviglie e il paese in cui ti hanno portato sarebbe inutile.
Finchè non vivi il mal d'Africa (e di PJ), questi racconti deliranti sembrano solo cazzate. 
Quando ti ammali, speri solo di incontrare altri di quelli lì strani, a cui non devi spiegare perchè andrai a quattro concerti, e non ad uno solo...ma perchè non sei stato al tour australiano, e non ti fai tutto il tour europeo e pure quello americano d'autunno.


Ah, Peter era aveva il numero 1 sulla mano e ci ha gestiti meglio del Sergente Maggiore Hartman, ma con quel sorriso ebete e quelle good manners che contrassegnano tutti quelli lì strani del branco.

Ve l'ho detto che Eddie ci ha passato la sua bottiglia di vino e che noi l'abbiamo bevuta?
 I walked the line when you held my hand that night .....


PS: chi c'era si emozionerà nel rivedere questi momenti, chi non c'era si emozionerà comunque. ->
 PJ AmsterJam 1 pics





1 commento:

  1. Marica! Leggere queste parole mi fa felice. Sento la tua emozione e mi mescolo con i tuoi pensieri e con le tue sensazioni. Il tuo numero magico segna il tuo ingresso tra quelli strani. Hai ragione. Chi non è affetto da questa malattia, chi non ha contratto il virus del grunge con degenerazione grave da pearl jam, non può capire e può solo pensare che siamo dei ragazzini immaturi che si emozionano ancora con le canzoni e con ste cazzate. Beh, io spero di emozionarmi ancora, di sentire l'adrenalina e di contare i giorni e i minuti che mancano al prossimo concerto o all'uscita di un disco nuovo. Voglio assaporare le più piccole cose che mi danno gioia, compreso l'odore dei biglietti, compreso conservare tutto ciò che mi ricorda quel particolare concerto o quel particolare momento, sia esso una maglietta o un tappo di una birra o un pezzetto di spago o qualsiasi altra cretinata. A ME MI PIACE!!! Mi da soddisfazione, regala alla mia parte maniacale una goduria immensa. Ogni pezzettino che posso aggiungere ai miei ricordi positivi mi rende felice. Alla fine basta poco. Basta riconoscersi. Basta saper aspettare. Grazie Marica. Un bacio

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