La
sig.ina Rottermeier (leggasi RottermAIer)
entra in aula 8. L’aula con la L e la A maiuscola, l’aula del tedesco. Già è
una supplente, e non la invidia nessuno. Ci manca la nostra (moltopiudime)
giunonica e teutonica Barbara, dalla quale strappare un sehr gut è più difficile che metterla a dieta…ma siamo nell’aula di
tedesco, non dimentichiamocelo.
La
supplente è magra, magrissima…tanto per iniziare. È giovane, ma ha le rughe
fisse sugli occhi per lo stress. Ha gli occhialini tondi e ci vede poco, per le
calligrafie incomprensibili dei milioni di compiti che ha corretto. Ha la
crocchia di capelli in testa, perché non ha tempo di andare a metterseli in
ordine e anzi, odia quel momento di relax e novella 2000 a gogo che ci rende
innegabilmente donne, quasi tutte almeno.
E’
agitata, perché ha di fronte una giuria che la sta scrutando, che sta pensando
di lei quello che è scritto sopra….
Fa
la peripatetica per un quarto d’ora…a noi viene pure la nausea a seguirla. Ci
guardiamo, noi della giuria, negli occhi….lei ci intercetta, a lei aumenta l’ansia,
a noi lo scazzo.
Rompe
il ghiaccio polare con un bell’esercizio: Ergänzen
Sie die Possessivartikel.
Gli
articoli possessivi…quel girone infernale in cui, prima di chiarirti l’idea su
quale scegliere, devi solo giocare una battaglia navale fra ricordarti se sia
maschio, femmina o trans l’oggetto che stai pensando di possedere..e quando
finalmente ce l’hai fatta, esausto dall’impresa, devi cercare di sparare
un’altra cartuccia per recuperare, dal
neurone solitario, quello schemino malefico in cui era cosi chiaro riuscire a indicare
se l’oggetto è mio o suo di lei o del trans. Ecco.
La
giuria è annoiata, dalla RottermAIer e dalla sensazione di aver esagerato nel
sopravvalutarsi, quel giorno in cui ha deciso di imparare una nuova lingua a 40
anni, la sera dopo il lavoro e il resto della vita..ed è stata cosi pirla da
scegliere il tedesco.
La
giuria sta pensando che sostituire le lezioni serali bisettimanali con il corso
di punto croce o con il poker sarebbe stato davvero semplice.
Ma….colpo
di scena. La RottermAIer cala l’asso di briscola…la giuria inciampa e cade sui
Possessivartikel, ma lei spara un <Bravissimi!> per un banale Guten
Morgen (primo minuto della prima ora di german lesson, ever.)
In
quel momento ci manca un po’ il ringhio di Barbara. Ma in realtà Frau RottermAIer
acquista un po’ di punti quando ci coccola con un “beh ragazzi, non
preoccupatevi….imparare una lingua da adulti è già un’impresa, ma scegliere il
tedesco è una sfida con se stessi”.
Ah
ecco! Poteva dirlo subito…ecco perché mi affascina cosi tanto, perché lo trovo
musicale e perché mi fa impazzire riuscire anche solo a dire “buongiorno,
vorrei un brezeln, per favore”.
Capito
tutto. Parola chiave: sfida.
[sfì-da]
s.f.
1 Invito formale a battersi in un duello o
a misurarsi in una qualsiasi competizione.
2 fig. Atteggiamento o comportamento
provocatorio.
Ecco
perché oggi, in un momento di sbornia emotivo-malinconica, oltre che post-alcolica
e pre-partenza(sfida), parlare del tedesco è servito a razionalizzarmi un po’.
* cit. @NeinQuarterly from Twitter
♪♫♪♫
I know, I know, I know what I am chasing.
I know, I know, I know that this is changing me.
I know, I know, I know that this is changing me.
Ah hey now, take the u-bahn
five stops, change the station
hey now
don’t forget that change will save you.
five stops, change the station
hey now
don’t forget that change will save you.
♪♫♪♫