Ho avuto il blocco di chi nonènescrittoreneblogger. Ma ho avuto il blocco.
Berlin, è colpa tua. Eh si che ti conoscevo, ti conoscevo bene...sono stata in tua compagnia talmente tante volte...anche d'inverno, quando nessuno ti vuole..quando il freddo è insopportabile, quando arrivi a metterti addirittura quella roba inguardabile che è il piumino ma batti i denti in ogni caso.
Quando d'estate ci sono 13 gradi, e sei l'unica ad esserne felice.
Credevo di averti domato, credevo tu fossi una città per me familiare, conosciuta, conquistata...forse avevo sottovalutato le parole di Lang, un ex ministro della cultura francese, che di Berlino disse
Paris est toujours Paris et Berlin est jamals Berlin!
(sarà colpa della mia datata indifferenza per Parigi, il francese, i francesi e tutto ciò che li segue).
Puoi pensare di conoscere un pò questa città, perchè sai che i tubi rosa che vedi dovunque servono a drenare l'acqua dal sottofondo paludoso su cui giace, o perchè sai che devi sempre dire bitte dopo ogni cosa che chiedi e vuoi o perchè sai muoverti nella ragnatela delle S- e U-bahn agevolmente e senza spavento, o che non ci si bacia quando ci si incontra, ma ci si abbraccia e basta..e invece no, babba!
Ti sentivi già BerlinerIN ma avevi sottovalutato questo mostro culturale e vitale..che si muove più veloce di te che già credevi di essere avanti...si muove, si trasforma...diviene, non riesce ad essere...e tu cerchi di trovarci qualche cosetta abitudinaria, anche piccola e insignificante ma da poter sedimentare ed imparare per poterla cosi sfoggiare agli amici che vengono a trovarti.
Ma no, Berlino va veloce....schnell, schnell! E' gia' vecchia ancora prima di crescere, ma statica non riesce a stare e quindi, cambia..non dimenticare che sarà il cambiamento a salvarci.
Salvarci. Salvarmi.
Berlino mi ha di nuovo e ancora una volta disorientata e scioccata...ho ricevuto più stimoli sensoriali-mentali-culturali-musicali-culinari-alcolici in questo quasi-mese che in cosi tante giornate italiane.
Stress? assolutamente no. Calma, pacatezza, ritmi rallentati, orari ridotti, testa libera.
E la voglia di passare una serata a casa a pensare a me stessa. E chi si ricorda una sensazione cosi?
Ma il periodo di wash-out del correre contro il tempo senza in realtà aver trovato nulla che ti conquista e sorprende (arte tutta tipicamente milanese) non è così breve.
Berlin, disorientami e rilassami. Non ne ho ancora abbastanza.
Io seguo le tue nuvole.
Vengono vanno ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno vengono
per una vera mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.