mercoledì 26 giugno 2013

Lost in Berlin (e ritrovata pure).

Things were different, then. All is different now.

Ho avuto il blocco di chi nonènescrittoreneblogger. Ma ho avuto il blocco.
Berlin, è colpa tua. Eh si che ti conoscevo, ti conoscevo bene...sono stata in tua compagnia talmente tante volte...anche d'inverno, quando nessuno ti vuole..quando il freddo è insopportabile, quando arrivi a metterti addirittura quella roba inguardabile che è il piumino ma batti i denti in ogni caso.
Quando d'estate ci sono 13 gradi, e sei l'unica ad esserne felice.
Credevo di averti domato, credevo tu fossi una città per me familiare, conosciuta, conquistata...forse avevo sottovalutato le parole di Lang, un ex ministro della cultura francese, che di Berlino disse 
Paris est toujours Paris et Berlin est jamals Berlin! 
(sarà colpa della mia datata indifferenza per Parigi, il francese, i francesi e tutto ciò che li segue).
Puoi pensare di conoscere un pò questa città, perchè sai che i tubi rosa che vedi dovunque servono a drenare l'acqua dal sottofondo paludoso su cui giace, o perchè sai che devi sempre dire bitte dopo ogni cosa che chiedi e vuoi o perchè sai muoverti nella ragnatela delle S- e U-bahn agevolmente e senza spavento, o che non ci si bacia quando ci si incontra, ma ci si abbraccia e basta..e invece no, babba!
Ti sentivi già BerlinerIN ma avevi sottovalutato questo mostro culturale e vitale..che si muove più veloce di te che già credevi di essere avanti...si muove, si trasforma...diviene, non riesce ad essere...e tu cerchi di trovarci qualche cosetta abitudinaria, anche piccola e insignificante ma da poter sedimentare ed imparare per poterla cosi sfoggiare agli amici che vengono a trovarti.
Ma no, Berlino va veloce....schnell, schnell! E' gia' vecchia ancora prima di crescere, ma statica non riesce a stare e quindi, cambia..non dimenticare che sarà il cambiamento a salvarci. 
Salvarci. Salvarmi.
Berlino mi ha di nuovo e ancora una volta disorientata e scioccata...ho ricevuto più stimoli sensoriali-mentali-culturali-musicali-culinari-alcolici in questo quasi-mese che in cosi tante giornate italiane.
Stress? assolutamente no. Calma, pacatezza, ritmi rallentati, orari ridotti, testa libera.
E la voglia di passare una serata a casa a pensare a me stessa. E chi si ricorda una sensazione cosi?
Ma il periodo di wash-out del correre contro il tempo senza in realtà aver trovato nulla che ti conquista e sorprende (arte tutta tipicamente milanese) non è così breve.

Berlin, disorientami e rilassami. Non ne ho ancora abbastanza. 
Io seguo le tue nuvole.


Vengono vanno ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno vengono
per una vera mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.



sabato 1 giugno 2013

Berlin calling, Io rispondo: giorno zero.

Long road.

Scrivo invece di dormire..strano. Molto strano.
Scrivo ciò che mi esce dal cuore, filtrandosi per i pensieri. Normale, fin troppo.
Scrivo la confusione che ho dentro.

Lo sto facendo per davvero. Non è fra un anno, non fra 3 mesi, non la settimana prossima. Ma è.
E questo presente oggi mi destabilizza.
Sono una disadattata creativa e ingenua. E in modo disadattato, parto.

Parto, con una decisione presa in un momento in cui ci si dovrebbe solo concentrare su cosa mangiare domani per colazione o sull'estate che non arriva. Ma le emozioni mi hanno sempre condotto da qualche parte, strada giusta o sbagliata che sia, ma mi hanno sempre fatto andare. Muovere. Cambiare. Ricominciare.

Agli occhi degli amici sono la donna che ha preso in mano una situazione deludente , trasformandola in una nuova opportunità di vita. Agli occhi della gente, una donna coraggiosa che parte per una città straniera, da sola. "io non potrei mai, invidio il tuo coraggio".
Agli occhi di un amico forse solo una donna che si deve riprendere da un black-out. Amico perspicace.

Ma sapete qual'è la cosa divertente?
La paura. Ho paura.
Inutile menarsela. Si , ok. Prendo in mano la situazione, fuggo, spero in meglio. Mi riadatto, trasformo la mia vita, la faccio ripartire quasi da zero.
Non più il lavoro all'università, gli studenti, il turno in croce rossa. Non più la saletta per le prove, la domenica sera a cucinare, gli omini annegati nel rhum.
Le cene a casa, il mercoledi sera con il diggei.
Cambio, cambio , cambio. Tutto.
E la cosa mi eccita, non posso negarlo...fosse in modo anche un pò malato. Ma mi terrorizza, anche.
E penso, e ci penso eccome, a quando potrò tornare..rivedere le persone che amo, sentire le nostre complicità.

La donna coraggiosa ha gettato la maschera, sfida se stessa per rimanere se stessa.
Ma una cosa la rincuora: a Berlino, non avrò mai freddo. Mai.



♪♫♪♫
"I wished for so long...I cannot stay
All the precious moments...Cannot stay
Its not like wings have fallen...
I cannot say
Still something is missing...I cannot say"
♫♪♪♫♪