Spin, spin.
Spin the black circle.
(-5 days)
Sono
cresciuta a pane, salame, gras pista’ e….alti volumi.
Nella
nostra sala da pranzo il posto piu’ in vista , piu’ importante non era, e non e’,
occupato dai quadri, dai soprammobili che non vorresti mai avere, dal Ficus
Benjamin, o dal mega schermo 254 pollici (per fortuna) ma…da un bell’impianto
Marantz con amplificatore a valvole e ovviamente, dal vecchio ma sempre giovane
giradischi. E tutt’attorno, come a proteggerlo, ci sono strati e strati di 33
giri, di black circle(s), piu’ charming di un attico sulla Upper East Side.
Ho iniziato
ad ascoltare le note, quando ancora erano ovattate dal liquido amniotico, ho
continuato rubando le cuffie ad Orioli senior, e quando poi ho ottenuto il
tanto agognato accesso al Marantz..ho provato la gioia di alzare io stessa quei
volumi.
Nella
stanza dorata di 33 giri mancavano i Pearl Jam.
Si dai, un difettuccio
il sig. Orioli lo aveva (ma ha prontamente rimediato).
I 5 (6, dove lo lasciamo Boom??) di Seattle
sono entrati nelle mie orecchie per la prima volta senza causare molte onde
nell’animo. Erano i tempi in cui conoscevo Black, Alive e Crazy Mary
(..
gia’..chissa’ poi perche’. Sara’ che durante la teen-age collocavo me stessa esattamente
“On the south side of
the town on the wrong side of the tracks”).
I PJ sono poi
rientrati d’impeto, dalla porta principale, spalacandola e facendo molto rumore, qui
dentro.
Centrava l’amore, e si sa..
“Cause to
the universe I don't mean a thing and there's just one word I still believe and
it's..…….”
Indimenticabile
la sua espressione, quando mi racconto’ per la prima volta, estasiato, di Eddie
Vedder ed io, sempre troppo sincera, gli sbottai…”Eddie, chi?”
Eravamo in macchina ma non mi
butto’ giu’ dal cavalcavia, mi masterizzo’ il primo cd dei PJ…la classica
Greatest Hits, quella che ascolti quando di un gruppo conosci solo i pezzi che
mette Virgin Radio, ma vuoi far finta di essere esperta. Quella li.
Ora quel Greatest
Hits e’ in formalina, come si fa con i cimeli importanti, mentre tutti e dico
tutti gli altri cd dei PJ sono li, ad ossigenare come il buon vino, sempre piu
buoni, sempre piu fruttati, sempre piu’ endorfinici, sempre con me (nonostante non sia esattamente stanziale).
Qualche
mese dopo essere stata graziata dal cavalcavia, e resa un po’ piu ricca da quel
cd, e conoscendo by heart (letteralmente) forse 5 pezzi, ero con lui a Berlino
per una storica doppietta.. #pjberlin2012 (show#1 e #2).
Gia’,a
Berlino. E le chiamano coincidenze. Io le chiamo…lecosegiusteperme.
A Berlino, quello
State of Love and Trust, dove c’e anche il museo dei Ramones.
In questi
due anni, quasi esatti, qualcosina e’ successo.
Berlino e’ diventata
la mia casa, non solo del cuore. Io ho vissuto altre dodici vite, nel
frattempo.
I PJ hanno prodotto il loro decimo album, proprio il decimo (questa
la capiranno solo i pigeiani).
La juve ha vinto l’ennesimo scudetto ed e’
caduto l’ennesimo governo.
Ho imparato a dire tschüß e geil! e ho rafforzato il legame con
alcuni, i veri vecchi (e nuovi) amici. Ho lucidato i legami finti, ora sono
belli chiari.
Lui non e’ piu quel lui, ma e’ li'. Non si e‘ mosso, anzi
si. Si e‘ avvicinato.
Fra 122 ore,
dopo due anni di attesa, NOI saremo in mezzo agli altri pazzi del Ten Club (il
club dei malati) sotto il palco dello Ziggidome, a sperare di bere un bicchiere
di Brunello dalla bottiglia di Eddie.
Eddie!
“Take a
bottle, drink it down. Pass it around”.
Sicuramente
saremo li a sentirla salire, senza paura di cadere. Saremo li ad urlare a pieni
polmoni, fino a riempire prima lo Ziggidome. Poi San Siro, poi il Nereo Rocco,
ed infine a casa, a riempire di birra ed emozione selvaggia il Wulheide.
E nel frattempo, noi due
non ci siamo mai tirati i piatti addosso, ne le infamie, come da copione di queste storie.
Pero’ ci
tiriamo ancora addosso tanti pezzi dei PJ, e tanto grunge. E qualche pallina da
tennis.
E tanto di tanto altro, perche’ ... ci piaciono i piani ben riusciti.
All things
change, let this remain.
Torno a Berlino proprio per i PJ, sarà anche l'occasione per rivedere tanti amici. Ho vissuto lì 13 anni, ora mi sono spostata un po' più a nord, da 8 anni a Stoccolma. Tre tappe obbligatorie per me in questo tour, Milano, Berlino e Stoccolma ovviamente. Grazie per questo bel contributo, mi ha emozionato leggere la tua storia, e che gran fortuna avere qualcuno con cui condividere questa passione!! Forse ci incontreremo lì "in mezzo agli altri pazzi del Ten Club"! Ilaria :)
RispondiElimina"la felicità è reale solo se viene condivisa..", giusto? Grazie mille a te Ilaria per essere nelle corde giuste per condividere e per aver apprezzato questo flusso di pensieri sulla nostra comune..malattia! Sarebbe bellissimo incontrarti a Milano o Berlino! scrivimi!!
EliminaMarica, non so da dove cominciare...Berlino, i Pearl Jam, le tue parole intime ed entusiaste. Ci sono cose che capitano per caso e cose che forse sono lì proprio per essere trovate da chi è capace di vederle, sentirle, assaporarle. Ci sono cose che ti travolgono e diventano parte integrante della tua vita. Arrivano così e....boom, ti avvolgono, travolgono e stravolgono. È strano, non so spiegare. So solo che torno a Berlino per l'ottava volta. Che torno a vedere i PJ al wuhlheide per la terza volta e che non posso dimenticare tutto ciò che ho visto e vissuto in quel posto. Ho letto il tuo blog e ti ringrazio per averlo creato. I pazzi son così. Ma menomale. Marcella
RispondiEliminaI'll ride the wave where it takes me! E queste onde pazze, di sudore, anima, cuore e grunge ci hanno per fortuna travolto....la vita è diversa, con loro al nostro fianco, non trovi?
EliminaE' strano, ma sai...fra pazzi ci si intende...perfettamente.
Grazie infinite per quello che mi hai scritto....a breve puntata n.2! Scrivimi..cosi ci incontriamo al Wuhleide!
Immensa Marica, grande Marcella, stupendo leggere questi pensieri!!!
RispondiEliminaGrazie a te, anonimo.....ma scopriti! Cosi aggiungiamo un/a pazzo/a alla nostra Strangest Tribe!
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