venerdì 8 febbraio 2013

A Berlino puoi….

(parte2/……………)


Perché Berlino?
Nella prima fase di scatolamento delle wolfpris’s stuffs ho trovato il taccuino della mia prima volta Berlinese..beh, ci sono tante prime volte e questa è fra quelle che vanno ricordate.
Ero inserita in una delle mie tante vite….ero anche quasi contenta.
Cartina dell’Europa sotto il naso e un quasi giro di roulette…la pallina cade su Berlino. Diciamo che la pallina era truccata e….che doveva cadere su Berlino.
Sentivo un fascino incomprensibile…quasi mistico.
Il fascino della città senza un perché e per questo affascinante ai miei occhi curiosi ….perchè nessuno ne parlava, ci andavano in pochi…tutti bersagliati dalle solite prezzemoline London, Paris, Barcelona, Dublin…
Sentivo che ok, Parigi val bene una messa ma che Paris est toujours Paris et Berlin est jamais Berlin!
E come si può pensare di stare lontani da una città che si trasforma prima ancora di essere, di invecchiare? Io mi ci volevo tuffare a piombo.
Beh, nella coppia sono forse un po’ prof…decido io, quindi si va a Berlino.
Taking off 3 gennaio 2007, temperatura prevista assai lontana dal finto inverno italiano..verso il gelo ovviamente.
Ma si sa…io sono un orso polare. Ostello di fiducia, lo stesso AO dove eravamo stati in altre città europee…che invecchiano.
E quindi prendiamo la strada vecchia. L’ostello si trovava a Zoologischer Garten, un nome che sa di Christiane F. e dei bagni dove andava a bucarsi. Un nome che mi è sempre sembrato impronunciabile e che storpiavo regolarmente, ma adesso che sto iniziando il terzo livello del DeutschKurz…mi sembra impronunciabile allo stesso modo, ma più affascinante.
A ovest??? Sono stata a ovest?? Beh, si. Sono stata tante me..che ora definirei perentoriamente extraterrestri. Un po’ di schizofrenia di base che sarà mai.
Però li dietro c’era (c’è, in realtà….stranamente resiste nello stesso posto) il Museum für Fotografie della fondazione di Helmut Newton (website http://www.helmutnewton.com/)…checcavolo.
Ecco…l’unico posto dalla parte sbagliata della città che ci ha ospitato durante quei 5 giorni berlinesi..i primi.
Perché l’est ti conquista. Subito. E non è certo solo una questione di essere sempre e comunque a sinistra. No. L’est è la Berlino che non è mai Berlino, l’est è la speranza di tutti quelli che sono caduti almeno una volta sentendosi non più in grado di rialzarsi..alzi la mano chi non si è mai sentito cosi!
L’est è il tesoro di una fantasia, ora finalmente libera, di chi prima aveva solo i cetriolini Spreewälder sui banconi del supermarkt.
E’ la libertà sotto la pelle, è l’arte spontanea di strada, delle scarpe sopra i semafori degli Shoe(s-graff)iti (http://www.shoefiti.com/), dei tappi di Sternburg incastrati fra i binari dei tram gialli (quelli che se li vedi, allora sai di essere dalla parte giusta della città), dell’astronauta di Ash (Ash http://riccardomotti.wordpress.com/tag/victor-ash/) o dei bambini di Alias (Alias http://www.openwallsgallery.com/artist/alias) nei posti da dove di solito l’arte rimane esclusa, quelli ordinari...banali....popolari....tipo il muro sotto i campanelli di un condominio, per esempio.
Ho scritto di solito…usually…. gewöhnlich: concetti assolutamente sconosciuti qui, nella parte giusta della città.
Perché Berlino, quindi?
Al prossimo post. 
♪ ♫ She lived on the curve in the road in an old tar paper shack.
On the south side of the town on the wrong side of the tracks.
Sometimes on the way into town we'd say, "Mama can we stop and give her a ride?"
Sometimes we did but her hands flew from her side.
Wild eyed crazy Mary. ♪ ♫

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