Perché Berlino?
Nella prima fase di scatolamento delle wolfpris’s stuffs ho
trovato il taccuino della mia prima volta Berlinese..beh, ci sono tante prime
volte e questa è fra quelle che vanno ricordate.
Ero inserita in una delle mie tante vite….ero anche quasi
contenta.
Cartina dell’Europa sotto il naso e un quasi giro di
roulette…la pallina cade su Berlino. Diciamo che la pallina era truccata e….che
doveva cadere su Berlino.
Sentivo un fascino incomprensibile…quasi mistico.
Il fascino della città senza un perché e per questo
affascinante ai miei occhi curiosi ….perchè nessuno ne parlava, ci andavano in
pochi…tutti bersagliati dalle solite prezzemoline London, Paris, Barcelona,
Dublin…
Sentivo che ok,
Parigi val bene una messa ma che Paris est toujours Paris et Berlin est
jamais Berlin!
E come si può pensare
di stare lontani da una città che si trasforma prima ancora di essere, di
invecchiare? Io mi ci volevo tuffare a piombo.
Beh, nella coppia
sono forse un po’ prof…decido io, quindi si va a Berlino.
Taking off 3 gennaio
2007, temperatura prevista assai lontana dal finto inverno italiano..verso il gelo
ovviamente.
Ma si sa…io sono un
orso polare. Ostello di fiducia, lo stesso AO dove eravamo stati in altre città
europee…che invecchiano.
E quindi prendiamo
la strada vecchia. L’ostello si trovava a Zoologischer Garten, un nome che sa
di Christiane F. e dei bagni dove andava a bucarsi. Un nome che mi è sempre
sembrato impronunciabile e che storpiavo regolarmente, ma adesso che sto
iniziando il terzo livello del DeutschKurz…mi sembra impronunciabile allo
stesso modo, ma più affascinante.
A ovest??? Sono
stata a ovest?? Beh, si. Sono stata tante me..che ora definirei perentoriamente
extraterrestri. Un po’ di schizofrenia di base che sarà mai.
Però li dietro
c’era (c’è, in realtà….stranamente resiste nello stesso posto) il Museum für
Fotografie della fondazione di Helmut Newton (website http://www.helmutnewton.com/)…checcavolo.
Ecco…l’unico posto
dalla parte sbagliata della città che ci ha ospitato durante quei 5 giorni
berlinesi..i primi.
Perché l’est ti
conquista. Subito. E non è certo solo una questione di essere sempre e comunque
a sinistra. No. L’est è la Berlino che non è mai Berlino, l’est è la speranza
di tutti quelli che sono caduti almeno una volta sentendosi non più in grado di
rialzarsi..alzi la mano chi non si è mai sentito cosi!
L’est è il tesoro di una fantasia, ora finalmente libera, di chi prima aveva solo i cetriolini Spreewälder
sui banconi del supermarkt.
E’ la libertà sotto la pelle, è l’arte spontanea di strada,
delle scarpe sopra i semafori degli Shoe(s-graff)iti (http://www.shoefiti.com/), dei tappi di
Sternburg incastrati fra i binari dei tram gialli (quelli che se li vedi,
allora sai di essere dalla parte giusta della città), dell’astronauta di Ash (Ash http://riccardomotti.wordpress.com/tag/victor-ash/)
o dei bambini di Alias (Alias http://www.openwallsgallery.com/artist/alias)
nei posti da dove di solito l’arte rimane esclusa, quelli ordinari...banali....popolari....tipo il muro
sotto i campanelli di un condominio, per esempio.
Ho scritto di solito…usually…. gewöhnlich: concetti
assolutamente sconosciuti qui, nella parte giusta della città.
Perché Berlino, quindi?
Al prossimo post.
♪ ♫ She lived on the curve in the road in an old tar paper shack.
On the south side of the town on the wrong side of the tracks.
Sometimes on the way into town we'd say, "Mama can we stop and give her a ride?"
Sometimes we did but her hands flew from her side.
Wild eyed crazy Mary. ♪ ♫
On the south side of the town on the wrong side of the tracks.
Sometimes on the way into town we'd say, "Mama can we stop and give her a ride?"
Sometimes we did but her hands flew from her side.
Wild eyed crazy Mary. ♪ ♫

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