Apro un blog..che ci vorrà mai. Inserisci i tuoi dati: beh,posso farcela. Vuoi per forza il mio cognome? Ti frego. Poi mi freghi tu: parla di te stessa,dice..inserisci alcune cose che possono aiutare la gente a riconoscerti. Su..abbasso le banalità: la "quarta" generazione, il mio soc'mel, la PJ addiction. E mó, come me la gioco? Devo vincere io. Ovvio. Avrete giocato con l'allegro chirurgo..era l'amico del piccolo chimico e insieme popolavano le mie storie immaginarie, al posto delle Barbie e dei Ken e dei loro giochini strani. Al gioco del dottore sono arrivata tardi..succede. Beh, quello allegro era quasi sempre bravo a prelevare le tibie ma a volte si distraeva e....SDENG! Sotto le stelle che riempiono il cielo di NongKiau desideri l'oasi del ristorante italiano per sentirti a casa?SDENG! Metti le t-shirt bianche separate da quelle grigie?SDENG! Sei astemio?SDENG! Tiri il freno per essere sicuro di non farti male? I freni mi stanno antipatici. Beh, avrei potuto riempire di SDENG! lo spazio bianco che il blog mi chiedeva di colorare..avrei anche potuto gioire alla vista delle infradito di Prada nel Karni Mata, il tempio dei topi di Bikaner e..iniziare ad imparare dagli errori. Beh, ci provo neh..mica sono così scema da cercare sempre il muro su cui sbattere. E mi impegno, e freno, e ordino le magliette bianche..per quanto? Come un temporale, o un acido che ha preso male o l'acqua che evapora al sole..canta quel cannaiolo di Cippa. È un momento che dura davvero poco. E quindi vinco io..con qualche cerottino ma vinco. Perché anche "la cantilena che dice,non può esistere un mondo migliore..finirà"...cazzo. Lo spazio rimane bianco..una tabula rasa da incidere come dico io. Ah dimenticavo..ovviamente accelero.
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